|
TECNICHE

|
 |
Le tecniche usate per i primi nastri dei Distant
Noise sono state molto semplici. Alcune idee venivano fissate su
nastro come base e i musicisti che venivano convocati improvvisavano
sopra di essi creando via via un susseguirsi di 'strati' di musica.
Le improvvisazioni migliori venivano conservate
e rimixate.
Questo approccio ha dato dei risultati abbastanza sorprendenti.
Sono comunque state usate anche tecniche più tradizionali,
ma comunque mai niente è stato costruito a tavolino.
Il caso e alcune volte le carte delle "strategie
oblique" di Brian Eno hanno contribuito alla produzione dei brani.
|
|
STRUMENTI
Il Matchbox Studio
Il Theremin
I
diffusori omnidirezionali

|
 |
MbH significa anche
povertà di mezzi. Quello che può essere spesso una
limitazione, la scarsità di mezzi, è stata in alcuni
casi utilizzato come punto di forza e scelta strategica.
Ciò implica che la qualità globale dei lavori spesso
non è perfetta.
Comunque l'adattamento espressivo a certi strategie
si è imposto come unica scelta. Cercare di far rendere al
massimo i pochi mezzi a disposizione è sempre stata una strada
seguita e praticata anche sperimentando strane e inusuali tecniche.
Per la registrazione delle voci e del clarino di
"...a noise that's in the distance...", per esempio, si è
fatto uso della stanza da letto dell'appartamento attigua allo studio,
in quanto si è rivelata possedere l'acustica migliore per
tale scopo; ovviamente in alcuni casi la presenza di un ostinato
cinquettare proveniente dalla finestra o le campane della vicina
chiesa o infine il pianto del bambino al piano di sopra hanno costretto
a sospendere di tanto in tanto le registrazioni :-)
|