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TECNICHE

il mitico kork MS 20 uno dei primi sint utlizzati

Le tecniche usate per i primi nastri dei Distant Noise sono state molto semplici. Alcune idee venivano fissate su nastro come base e i musicisti che venivano convocati improvvisavano sopra di essi creando via via un susseguirsi di 'strati' di musica.

Le improvvisazioni migliori venivano conservate e rimixate.
Questo approccio ha dato dei risultati abbastanza sorprendenti.
Sono comunque state usate anche tecniche più tradizionali, ma comunque mai niente è stato costruito a tavolino.

Il caso e alcune volte le carte delle "strategie oblique" di Brian Eno hanno contribuito alla produzione dei brani.

   

STRUMENTI

Il Matchbox Studio

Il Theremin

I diffusori omnidirezionali

Casio VL-TONE, utilizzata per alcune sonorità particolari

MbH significa anche povertà di mezzi. Quello che può essere spesso una limitazione, la scarsità di mezzi, è stata in alcuni casi utilizzato come punto di forza e scelta strategica.
Ciò implica che la qualità globale dei lavori spesso non è perfetta.

Comunque l'adattamento espressivo a certi strategie si è imposto come unica scelta. Cercare di far rendere al massimo i pochi mezzi a disposizione è sempre stata una strada seguita e praticata anche sperimentando strane e inusuali tecniche.

Per la registrazione delle voci e del clarino di "...a noise that's in the distance...", per esempio, si è fatto uso della stanza da letto dell'appartamento attigua allo studio, in quanto si è rivelata possedere l'acustica migliore per tale scopo; ovviamente in alcuni casi la presenza di un ostinato cinquettare proveniente dalla finestra o le campane della vicina chiesa o infine il pianto del bambino al piano di sopra hanno costretto a sospendere di tanto in tanto le registrazioni :-)

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